Si intitola "Bag Of Bones" il nuovo album degli Europe uscito il 2 maggio scorso. Joey Tempest e compagni tornano con un lavoro molto improntato al rock anni 70, lontano nello stile da successi come "The Final Countdown". "Oggi ci muoviamo senza pregiudizi....... da quando siamo tornati insieme abbiamo toccato
quasi ogni genere. Ci manca solo il reggae ma... chissà? Magari con il
prossimo album lanceremo il ganja rock!".Chi
se li ricorda negli anni 80, con i capelli cotonati, avvolti in vestiti
coloratissimi e con quel filo di trucco che non poteva mai mancare,
farà forse un po' fatica a riconoscere gli Europe in questi cinque seri
men in black, capello scuro e liscio e anche un filo di barbetta
incolta. Ma per Joey Tempest e soci il tempo è stato clemente. Nel
fisico, perché al di là dei cambiamenti la forma è invidiabile, e
nell'ispirazione musicale. Ugola intatta e dischi che nella loro seconda
vita (dal 2003, data della reunion, a oggi sono in tutto quattro cd)
sono stati capaci di conquistare nuove fette di pubblico e quella
critica che li guardava con la puzza sotto il naso. A Milano con Tempest
c'è anche il chitarrista John Norum, artefice della svolta che fa
somigliare gli Europe di oggi più ai Deep Purple che ai Bon Jovi
dell'epoca.
"E' stata una progressione naturale - spiega Tempest
-. Per noi è stato una sorta di viaggio nel corso degli ultimi quattro
album, da quando siamo tornati insieme, provando cose diverse. Ci siamo
sentiti molto rilassati nel realizzare "Bag Of Bones". Non abbiamo
dovuto lavorarci molto, abbiamo registrato quasi tutti dal vivo in
studio con pochissime sovraincisioni. Un po' come si faceva negli anni
70: fai quattro o cinque versioni e poi scegli la migliore".

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