Innanzi
tutto bisogna precisare che non esiste ‘la’ cellulite; la buccia
d’arancia è infatti causata da almeno 29 malattie o disturbi diversi. La
cellulite è espressione di una patologia del tessuto connettivo causata
da un’intossicazione che si inserisce in patologie particolari. Il
danno cellulare che sta alla base può essere dovuto ad un eccesso di
zuccheri o di radicali liberi, a stasi linfatica, all’aumento del
tessuto adiposo per effetto degli ormoni; tutte queste condizioni
possono portare ad una riduzione del microcircolazione arteriosa e
quindi alla riduzione della respirazione del mitocondrio cellulare,
anima energetica del tessuto e della cellula; tutto ciò provoca la
reazione infiammatoria, la fibrosi e alterazioni del tessuto adiposo,
alla base della cellulite. In un certo senso, può essere considerata uno
strumento che l’organismo usa per lanciare segnali di aiuto.
Per
combatterla, occorre innanzitutto diagnosticare la condizione
patologica che sta alla base Fatta la diagnosi, si può definire il
protocollo terapeutico più adatto: può essere la sola dieta, il
massaggio linfodrenante, l’uso del plantare, la carbossiterapia, la
mesoterapia, trattamenti integrati. Una delle novità è ora la
depurazione alimentare dell’organismo per 15-20 giorni, assolutamente
alla base di tutto. La parola d’ordine è diminuire l’acidificazione
dell’organismo con uno schema alimentare personalizzato (iperproteico,
ipoglucidico, alcalinizzante). "Gli adipociti innescano uno stato
infiammatorio a cui si associa un processo di acidificazione dei
tessuti", spiega Pier Antonio Bacci, docente di medicina estetica
all'università di Siena. "La 'dieta acidificante' si basa su alimenti
alcalini, come frutta, verdura e legumi, che aumentano il pH dei cibi e
diminuiscono lo stato infiammatorio del tessuto coinvolto".

La
dieta acidificante serve a depurare l’organismo prima del trattamento
vero e proprio, per diminuirne l’acidificazione. Viene proposto alla
paziente uno schema alimentare personalizzato: stare due-tre giorni a
frullati di frutta o di verdura per depurasi: a seguire fare 5-6 giorni
di alimentazione senza glutine per depurare l’intestino; poi
ricominciare a mangiare per 15-20 giorni seguendo questa struttura:
colazione da re, pranzo da principi e cena da poveri, magari spostando i
carboidrati sulla mattina e le proteine verso la sera. Mantenendo
sempre la proporzione di un 60% di alimenti alcalinizzanti (frutta,
verdura e legumi), rispetto ad un 40% di acidificanti (carne, dolci,
carboidrati).

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